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Case History di Natale

Era un freddo mattino d’autunno quando mi contattò per la prima volta: «Mi aiuti, la prego, sono disperato!», mi confessò al telefono una voce rotta dall’emozione. Era chiaro che l’uomo all’altro capo del telefono aveva un problema che solo Acktel poteva risolvere. Decisi così di fissare con lui un appuntamento per approfondire il caso.

Al suo arrivo si sentì nell’aria un incredibile profumo di biscotti appena sfornati, il vestito di velluto rosso, la lunga barba candida e quello sguardo bonario, era lui: Babbo Natale.

«Si accomodi signor Natale.» Lo invitai con un gesto della mano «Posso offrirle un caffè?»
L’omone tentennò, poi capii che per lui era più indicata una cioccolata calda con cannella. Del resto intuire i problemi e intervenire tempestivamente è pur sempre il mio lavoro.

Il signor Natale iniziò a raccontarmi cosa lo angosciava: i suoi elfi erano in ritardo con la produzione dei giocattoli e le renne (che vanno cambiate ad ogni pit-stop nella notte della vigilia) non erano state dislocate in modo efficiente sul territorio.

«Come posso fare per garantire doni a tutti quelli che mi hanno scritto una letterina?» mi chiese.
Era chiaro che gli serviva una rete intranet efficiente nella grande casa dei regali al Polo Nord. Gli sottoposi alcune proposte e Babbo Natale sembrò soddisfatto e si affidò, come molti, alle nostre cure.

Imbacuccato come un pupazzo di neve arrivai nella grande Casa dei Regali e mi misi subito all’opera per digitalizzarla e modernizzarla, rendendola pronta ad affrontare le esigenti richieste dei bambini di oggi. In poco tempo tutti gli elfi vennero dotati di un tablet con una web app per gestire ordini e priorità. Una rete intranet snelliva la logistica e i giocattoli uscivano già incartati con nastri rossi fiammanti dalle linee di produzione, pronti per la consegna. Inserimmo nei collari delle renne un minuscolo localizzatore GPS, così che gli elfi ai pit-stop potessero sincronizzarsi tra loro per infondere la giusta magia in quelle che avrebbero dovuto trainare la slitta e rifocillare con muschio fresco quelle affaticate. Infine dotammo lo smartphone di Babbo Natale di un’app che gli mostrava il percorso più efficiente per consegnare i regali e permettergli di fare piccole sieste per gustare il latte caldo e i biscotti che i bambini gli lasciavano sul tavolo la notte della vigilia.

Fu così che Acktel salvò il Natale 2016, ma questo lo sappiamo solo noi e gli abitanti del Polo Nord.

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